I proprietari del pallone

Le squadre di calcio sono un piatto molto appetibile per le grandi aziende. Che sia un passatempo con il quale intrattenersi o un investimento con cui guadagnare, troviamo molti milionari o aziende di tutto il mondo dietro alcuni dei club più potenti del pianeta. Per questo, su Goalnomics abbiamo deciso di mostrarvi sulla mappa chi sono in realtà i proprietari del pallone.

Chi è chi?

Organizzazione imprenditoriale

Scegli una tra le sedici squadre europee che ti proponiamo. Naviga sui punti della mappa e scopri quali sono i rapporti aziendali dei suoi proprietari o presidenti.

Approfondimento
Chelsea
Roman Abramovich

Roman Abramovich, imprenditore russo, è attualmente il proprietario del gigante dell’acciaio Evraz, anche se la sua ascesa all’olimpo dei milionari iniziò quando acquisì l’industria petrolifera Sibneft (venduta a Gazprom nel 2005) insieme con un altro oligarca russo, Boris Berezovsky, che inoltre gli facilitò l’amicizia con l’allora presidente Boris Yeltsin. Fino al 2008 fu governatore della regione di Chukotka, nella parte orientale del paese. Abramovich arrivò al Chelsea nel 2003 e subito riempì la squadra di stelle, a dispetto del fatto che l’ingaggio più ricordato nella storia del club fosse lasciato in panchina: José Mourinho. Con oltre 8000 milioni di patrimonio, figura al posto numero 137 della classifica di forbes. Attraverso il patrocinio della sua azienda, Sibneft, è arrivato anche ad avere potere in un club della capitale del suo paese, il CSKA di Mosca. Il magnate possiede un Boeing 767 e nel 2013 ottenne 40 dipinti di Ilya Kabalov, l’artista russa vivente con le opere più costose.

Manchester United
Famiglia Glazer

La famiglia Glazer è formata dai sei figli (Avram, Joel, Bryan, Ed, Kevin e Darcia) di Malcolm Glazer, il multimilionario newyorkese proprietario di un impero immobiliare, la First Allied Corporation. Glazer padre acquistò nel 2005 il 90% della proprietà del Manchester United, ma quella non era la sua prima avventura nel mondo dello sport. Dieci anni prima si era già cimentato nel controllo dei Tampa Bay Buccaneers, franchigia del football americano con il quale conquistò una Super Bowl. Malcolm morì nel 2014 dopo aver sofferto per mesi a causa di un ictus. Nonostante i titoli conquistati sotto la sua egida, il magnate fu sempre ripudiato dai tifosi dell’Old Trafford, che non gli perdonarono mai lo stratagemma con cui acquisì lo United, indebitando il proprio club. Secondo la stampa di Manchester, Malcolm Glazer si assicurò la proprietà del club dopo una disputa dei precedenti proprietari con l’allora direttore generale, Alex Ferguson, per i diritti di uno stallone.

Manchester City
Sceicco Mansour

Mansour Bin Zayed Al Nahyan è il quinto figlio dello sceicco Zayed al Nahyan, primo presidente degli Emirati Arabi. Mansour è membro del governo di Abu Dhabi, dove controlla diverse imprese, supportato da un patrimonio familiare che supera i 350 000 milioni di euro. Mansour acquisiì il Manchester City nel 2009 e approntò un lungo elenco di ingaggi senza badare a spese. Appassionato di sport (come ciclista ha corso alcune gare a cavallo nel deserto), ampliò i propri orizzonti attraverso il consorzio City Football Club, proprietario dell’80% di un nuovo franchising nella MLS degli USA: il New York City FC, che conta anche sulla partecipazione degli Yankees del baseball. Possiede anche il Melbourne City FC, franchising di nuovo conio nel campionato australiano, creato con lo stesso modello del suo cugino di New York, attraverso un consorzio con un altro club della città, in questo caso il Melbourne Storm di rugby. Inoltre, è sempre suo l’Al-Jazira di Abu Dhabi. Secondo il Daily Mail, lo sceicco affittò il suo panfilo, di nome Topaz e considerato il quinto più grande del mondo, all’attore Leonardo Dicaprio, che irruppe a bordo dell’imbarcazione durante la scorsa Coppa Del Mondo in Brasile.

Liverpool
Tom Werner

L’attuale presidente del Liverpool FC, Tom Werner, è un premiato sceneggiatore e produttore televisivo newyorkese che, oltre a cavarsela bene nello scoprire nuovi talenti interpretativi (Tom Hanks o Robin Williams esordirono in sue produzioni),fu sempre attratto dall’investimento sportivo. La sua prima acquisizione fu la squadra di baseball dei San Diego Padres, nel 1990. Tuttavia, il suo maggior investimento arrivò nel 2001, quando convinse l’allora proprietario dei Florida Marlins, John W. Henry, a comprare la mitica squadra dei Red Sox di Boston (di cui Werner è anche l’attuale presidente). Pagarono 660 milioni di dollari. Laprolifica alleanza diede come risultato la creazione del gruppo d’investimento Fenway Sports Group che, qualche anno più tardi nel 2010, comprerebbe il Liverpool FC dagli altri americani George Gillett e Tom Hicks per 300 milioni di sterline. Il gruppo è proprietario anche degli stadi di entrambi i club (Fenway Park e Anfield), oltre che di altre squadre di discipline diverse (come il Roush Fenway Racing, una squadra di NASCAR). Un articolo pubblicato nel 2014 sulla rivista Forbes considerava il Fenway Sports Group “il più sofisticato e sinergico giocatore nell’epoca dei conglomerati sportivi internazionali”.

Barcelona
Josep Maria Bartomeu (Presidente)

Josep Maria Bartomeu è amministratore delegato di due imprese: Adelte, gruppo di ingegneria in porti e aeroporti, ed Equipo Facility Services, che si occupa della manutenzione dei terminali. Bartomeu è giunto alla presidenza del Barcelona nel 2014, dopo le dimissioni del suo predecessore, Sandro Rosell, che si dimise nel mezzo del ‘caso Neymar’, il processo per una serie di presunte frodi nell’ingaggio dell’astro brasiliano che ha portato parte del consiglio direttivo del club sul banco degli imputati, incluso Bartomeu. Durante la sua giovinezza giocò a pallacanestro nelle categorie inferiori dell’FC Barcelona. La sua prima esperienza come dirigente fu precisamente gestendo la sezione pallacanestro del club, quando Joan Laporta giunse alla presidenza. Poi finirono le inimicizie. Bartomeu è stato rieletto presidente dell’FC Barcelona nelle elezioni che si tennero all’inizio del 2015, e a cui parteciparono 47.270 soci.

Real Madrid
Florentino Pérez (Presidente)

Florentino Pérez è presidente e azionista di maggioranza di ACS, il più grande gruppo di costruzione di infrastrutture del mondo. Pérez figura al 949° posto della classifica di Forbes, con un patrimonio stimato di oltre 1700 milioni di euro. Giunse alla presidenza del Real Madrid nel 2000, vincendo le elezioni contro Lorenzo Sanz, il mandatario precedente. Fu il responsabile della squadra conosciuta come “i galattici”, che includeva Zidane, Figo, Ronaldo e David Beckham. Si dimise nel 2006 per ripresentarsi alle elezioni tre anni dopo. La seconda tappa è segnata dall’ingaggio di Cristiano Ronaldo e dall’arrivo di José Mourinho al Real Madrid, trasformato nel club più ricco del mondo davanti al Manchester United. Curiosità: bisogna notare che a inizio carriera, Florentino Pérez intraprese un’avventura politica. Arrivò ad essere assessore alle infrastrutture a Madrid durante il governo dell’UCD.

Atlético Madrid
Cerezo - Gil - Wanda

Con l’obiettivo di passare il controllo economico imposto dal Consiglio Superiore dello Sport e dalla Lega Calcio Professionistico e di conformarsi alla nuova normativa del 2013, l’Atletico Madrid ha portato a termine, a inizio 2015, un aumento di capitale. Dopo il processo, il prospetto azionario del club risultava diviso nella seguentemaniera: il 52% delle azioni è di proprietà di Miguel Ángel Gil Marín, ereditate da suo padre, Jesús Gil, controverso costruttore e politico spagnolo, che arrivò alla presidenza del club nel 1987 e divenne azionista di maggioranza nel 1992 dopo la trasformazione del club in Società Anonima Sportiva. Il 20% delle azioni appartiene al produttore cinematografico Enrique Cerezo, attuale presidente della squadra. L’altro 20% è stato recentemente acquisito dal magnate cinese Wang Jianlin, proprietario della societrà Wanda e uomo più ricco dell’Asia,(con un patrimonio di 38.000 milioni di dollari, secondo forbes). Per il resto, il 5% appartiene agli altri membri della famiglia Gil Marín e il rimanente 3% è proprietà di piccoli azionisti.

Valencia
Peter Lim

Quando rilevò la proprietà del Valencia CF, Peter Lim Eng Hock, proprietario della società d’investimenti Meriton Holdings Limited, fu accolto in città come un vero e proprio salvatore. I problemi economici che stava attraversando il club di Mestalla fecero in modo che la tifoseria festeggiasse l’arrivo del magnate di singapore, il 24 ottobre 2014, come un evento storico. Con lui arrivava il denaro: la rivista Forbes ha valutato la fortuna di Lim in oltre 1800 milioni di dollari. La sua ricchezza, tuttavia, non ha niente a che vedere con le sue origini. Figlio di pescatore, da giovane divideva un bilocale con 11 persone. Lavorò come cuoco, cameriere e tassista per pagarsi gli studi in contabilità e finanza alla Western Australian University. Quest’uomo che si è fatto da solo iniziò a gestire investimenti esterni finché decise di fare il suo primo, grande passo: investire 10 milioni di dollari nella Wilmar, leader mondiale nella produzione dell’olio di palma, che finirono per restituirgli un beneficio pari a 1.500 milioni. Da lì, i suoi investimenti sono stati moltiplicati. Da aziende tessili a cliniche mediche fino allo sfruttamento dei bar del Manchester United in Asia o a una percentuale delle azioni del team McLaren in Formula 1. Il suo ultimo colpo è stato comprare i diritti di immagine di Cristiano Ronaldo, del quale è amico stretto.

Juventus
Andrea Agnelli

La famiglia Agnelli, formata dai successori di Giovanni Agnelli, fondatore della Fiat. La dinastia degli Agnelli gestisce il club attraverso il gruppo Exor. La Juventus è quotata in borsa e, attualmente,la famiglia è proprietaria di poco meno del 70% delle azioni. Agnelli, Fiat e Juventus sonouna società esistente già da quasi un secolo. Nel 1923 il bisnonno Giovanni prese possesso del club e lo trasformò nel colosso più grande della storia italiana, a svantaggio dell’altra grande squadra del paese, precisamente il Torino, concorrente diretta nella città della Juventus. Attualmente è Andrea Agnelli che figura come presidente del club, sebbene sia John Elkann, altro discendente, a gestire l’azienda. Un altro dato:Al-Saadi el Gadafi, figlio del dittatore libico, è arrivato a possedere un considerevole pacchetto azionario del club. Infatti l’erede di Gadafi arrivò in Italia per fare il calciatore e tentò di comprare il suo diritto a giocare inalcuni club come l’Udinese, il Perugia o la Sampdoria. Nei primi due riuscì a giocare una manciata di minuti. Nella Juventus non osò nemmeno chiederlo.

Inter
Suning

Suning è una catena di prodotti elettronici proveniente dalla China. Inoltre, è una delle principali aziende private del paese, che ancora funziona sotto il regime comunista dello Stato. La corporazione ha acquistato nel 2016 un 70% delle azioni al gruppo indonesiano a cui fa capo Erick Thohir per la cifra di 270 milioni di euro. Suning, con vendite che si aggirano attorno ai 44.000 milioni di euro annuali e oltre 1.600 stabilimenti tra Cina e Giappone, inizió la sia carriera come venditore di elettrodomestici al dettaglio nella provincia di Jiangsu. Ne gli ultimi anni i suoi investimenti si sono diversificati e, attualmente, possiede PPTV, una delle piattaforme di video online più popolari di tutta la Cina. Inoltre, Suning possiede la squadra del Jiangsu Suning, della Superligue cinese, che è stata protagonista di alcuni degli ingaggi più spettacolari degli ultimi tempi, come nel caso di Alex Teixeira, allora centrocampista del Shakhtar Donetsk, per cui il club ha sborsato ben 50 milioni.

Milan
Sino-Europe Sports Investment Management Changxing

Dopo ben trent'anni, Silvio Berlusconi ha venduto il Milan ad un gruppo cinese chiamato Sino-Europe Sports Investment Management Changxing. Anche se il velo su chi c'è dietro questo fondo non è ancora caduto completamente, alcuni nomi sí sono stati resi pubblici: Haixia Capital, il fondo di stato cinese per lo sviluppo e gli investimenti, e l'impresario Yonghong Li, che ha condotto le trattative con Il Cavaliere per chiudere la vendita ad una cifra superiore ai 700 milioni di euro. Anche se all'inizio si pensava alla partecipazione dei giganti cinesi Alibaba e Fosun, alla fine, l'unica presenza confermata è quella del governo di Pechino attraverso Haixia, menzionato sopra. Il motivo dell'acquisto? Organizzare il Mondiale del 2030, sembra essere uno dei motivi principali per cui il gigante asiatico è interessato a dare una spinta importante a questo sport.

Napoli
Aurelio De Laurentiis

De Laurentiis è senza dubbio uno dei dirigenti più polemici del calcio mondiale. Azionista e membro del consiglio di amministrazione dei mitici studi di Cinecittà di Roma e proprietario di Filmauro, società di produzione e distribuzione cinematografica italiana e internazionale, è capace di essere premiato in molte occasioni per il suo lavoro artistico e allo stesso tempo di centrare i riflettori della stampa sportiva a base di dichiarazioni compromettenti. L’imprenditore romano (di origini napoletane) divenne il maggior azionista e presidente dell’ SSC Napoli nel 2004, dopo che la squadra fallì e retrocesse alla terza divisione italiana. Tre anni dopo il suo arrivo alla presidenza, la squadra ritornò nella massima serie del calcio italiano. I buoni risultati e i forti investimenti dell’imprenditore cinematografico in materia di ingaggi (con giocatori di prestigio internazionale come Lavezzi, Cavani o Higuaín) lo hanno trasformato in un idolo delle gradinate locali. De Laurentis è, oltre che un imprenditore di fama in Italia e un fan dichiarato di Robert de Niro, un uomo capace di spedire un giocatore con sintomi di egocentrismo ad allenarsi sulle Alpi con le categorie inferiori o di resistere alle pressioni della Camorra.

Bayern München
Audi - Adidas - Allianz

Karl Hopfner sostituì nel 2014 Uli Hoeness, incarcerato per frode economica dopo aver diretto il club per 35 anni. Il capitale del Bayern appartiene per il 75% ai suoi soci, gestito attraverso una società anonima: FC Bayern München AG. Il resto se lo dividono tre aziende in parti uguali: Audi, Adidas e Allianz, quest’ultima dopo esseresi aggiudicata un pezzo della torta grazie a un aumento di capitale. Oltre queste eccezioni, il capitale del club non è pubblico. In Germania le aziende possono accedere a parte del capitale dei club, ma mai superando il 50% della proprietà, che è riservata ai soci. Ci sono due eccezioni: il Wolfsburg (proprietà di Volkswagen) eil Bayer Leverkusen (di Bayer), visto che queste squadre nacquero già in seno alle fabbriche.

Wolfsburg
Volkswagen

La città di Wolfsburg fu fondata nel 1938 per far alloggiare tutti i lavoratori dell’azienda automobilistica Volkswagen, che allora lanciava il suo modello innovativo Beetle. Anni più tardi, terminata la Seconda Guerra Mondiale, i lavoratori dell’azienda formarono il club sportivo VfL Wolsburg, il 12 settembre del 1945. Attualmente, e dal novembre del 2007, Volkswagen controlla il 100% delle azioni della squadra. Il gigante tedesco occupa, secondo la rivista Forbes, il 67esimo posto nella classifica dei marchi con il maggior valoreal mondo e il 14esimo posto nella classifica delle aziende più grandi del mondo, con entrate da 197 007 milioni di euro nell’anno 2013 e vicino ai 600 000 impiegati in nomina. Un dato curioso: è significativo che il presidente della squadra sia spagnolo. L’imprenditore Francisco Javier García Sanz è, oltre che il massimo rappresentante della squadra teutonica, membro del consiglio di amministrazione di Volkswagen e presidente del Gruppo Volkswagen in America Latina.

Bayer Leverkusen
Bayer

Il Bayer 04 Leverkusen fu fondato nel 1904 dopo che 170 impiegati dell’azienda chimica Bayer firmarono una petizione promuovendo la formazione di un club sportivo all’interno della corporazione. Da allora e fino ad oggi, il gigante farmaceutico è stato proprietario del club tedesco. La rivista Forbes colloca la multinazionale al 52esimo posto nel mondo in quanto a valore di mercato. Con quasi 12.000 impiegati a contratto,l’impresa che inventò l’aspirina ha percepito nel 2012 (secondo la relazione portata a termine dalla stessa azienda), più o meno 39.760 milioni di euro. La squadra, presieduta da Michael Schade, è stata un habitué delle competizioni europee degli ultimi anni. È, insieme con il Wolfsburg, uno dei due unici club tedeschi in cui una sola azienda (Bayer) supera il 50% della proprietà della squadra.

Borussia Dortmund
Signal Iduna - Morgan Stanley

il 90% delle azioni del Borussia Dortmund è diviso tra 70 000 soci. Per questo può essere considerata la “Squadra del Popolo”, oltre che per la forte unione che esiste tra gli abitanti di Dortmund e i suoi colori. Il Signal Iduna Park è il campo con maggiore affluenza media per partita d’Europa, con 80 500 tifosi ogni incontro. Ma il cammino non è stato facile. Circa dieci anni fa la squadra attraversò una grave crisi, dopo varie stagioni di spese esorbitanti che la portarono quasi alla scomparsa. Fu il banchiere americano Morgan Stanley, attualmente azionista, che concesse al Borussia un credito di quasi 80 milioni di euro per poter uscire dalla sua situazione. Questo, unito ad un aumento di capitale di 40 milioni di euro e a delle buone gestioni portate avanti dall’attuale presidente del club e dall’allora presidente della Lega Calcio tedesca, Reinhard Rauball, salvarono la squadra. Rauball ricomprò per 70 milioni di euro l’allora Westfalenstadion a un fondo di investimento detenuto dalla Commerzbank, poiché i precedenti gestori avevano ipotecato lo stadio per ottenere liquidità. La compagnia assicuratrice Signal Iduna ribattezzò il campo in cambio di 5 milioni di euro l’anno. Lo stadio fu, senza dubbio, la pietra miliare di questa rinascita.